Nero su nero

Scaffale delle opere – Antologia di testi

Nero su nero

Nero su nero raccoglie pezzi giornalistici usciti tra il 1969 e il 1979 che vanno a comporre una sorta di “diario in pubblico” che risente del contesto di quel decennio tanto importante nella storia dell’Italia repubblicana e dei suoi “misteri”.

La maggior parte di tali pezzi proviene dalla collaborazione al «Corriere della sera», a «La Stampa» e a «L’Ora». Nero su nero era il ricorrente titolo (o l’occhiello) degli articoli pubblicati da Sciascia sul «Corriere della sera» per poco più di due anni a partire dall’ottobre 1969. Dal marzo 1973, poi, Sciascia iniziò a scrivere su «La Stampa» un suo Taccuino che proseguì per un paio d’anni e poi, in maniera sempre più diradata, sino al 1977. Nel 1978, poi, scrisse numerosi pezzi nella rubrica Incidenze & coincidenze del quotidiano palermitano «L’Ora».

Paolo Squillacioti nella sua nota al testo della recente (2014) edizione del vol. II delle Opere per Adelphi, ricostruisce la provenienza e le varianti dei vari pezzi che compongono l’opera e fornisce materiali utili a spiegare titolo e intenzione dell’opera.

Il titolo è spiegato da Sciascia stesso, intervistato da Giuseppe Quatriglio: «Poiché lo scrivere è un metter nero su bianco – a far contenti coloro che mi proclamano pessimista – ho voluto dire che del pessimismo ho toccato il fondo: metto nero su nero. C’era un’intenzione ironica: ma è venuto fuori un bel titolo» (Ci sono dentro dieci anni della mia vita, in «Giornale di Sicilia», 12 settembre 1979).

Intenzioni, contenuti e modelli letterari comparivano nella quarta di copertina del libro: «Ho avuto come modello, forse, il “Journal” di Jules Renard; ma rileggendo, mi accorgo di essere andato vicino al “Diario in pubblico” di Vittorini. Pochi – alla Sainte Beuve – i veleni; al minimo le malignità; discrete le confessioni; molti gli appunti di lettura e rilettura; nessun ritratto, nessuna registrazione di incontri con persone degne di avere un ritratto (alla Saint-Simon o alla Retz). Un libro, tutto sommato, molto italiano; forse molto siciliano.»

La piazza del Gran Cancelliere, col titolo originario Qui non vogliamo scuole, era apparso in «Il Mondo», XXII, 905, 22 gennaio 1970, p. 22.

Uno scrittore cattolico (Georges Bernanos) era apparso nella rubrica Incidenze & coincidenze de «L’Ora», 1 giugno 1978.

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